Elvio Arancio

Elvio Arancio è nato a Tunisi, da padre siciliano e madre sarda, nel cuore della Medina, nella via detta Dei Tintori, dove appunto avveniva, per immersione in vasche in muratura, la colorazione delle stoffe.

Sbirciare all’interno dei cortili procurava allegria, colori ovunque, molteplici, cui si aggiungevano quelli dei mercati di frutta, verdure e spezie, un universo cromatico inesauribile.

Questo luogo di nascita è indubbiamente il retroterra del suo immaginario artistico, un mondo mai dimenticato, una fantasmagoria di immagini, di un infanzia che lui ama ricordare come “il mio luna-park arabo”.

Negli anni ’60 la sua famiglia ritorna in Italia, Elvio inizia a dipingere fin da bambino, passione che eredita da suo padre. Raggiunta la maggior età, intraprende a viaggiare tra i paesi del Mediterraneo, Egitto, Turchia, Marocco, Tunisia e la Spagna Andalusa, dove approfondisce, con grande passione, la conoscenza della tradizione artistica di questi luoghi, la raffinatezza delle architetture, il gusto delle decorazioni, geometriche e floreali, che rappresenta il cospicuo contributo dell’arte Araba al patrimonio artistico dell’umanità.

La Ceramica è la forma espressiva che più lo affascina, ne studia le tecniche con vari maestri e inizia così una lunga fase di sperimentazione artistica che sfocerà poi in una serie di mostre di grande successo che lo porterà ad esporre in vari luoghi in Italia ed all’estero.

Oggi Elvio opera presso l’antica e nota fornace Curti a Milano. Il 16 Dicembre 2007 in occasione della cerimonia di conferimento della Cittadinanza Onoraria della città di Torino al Dalai Lama, una sua opera in ceramica è regalata al capo religioso del buddismo tibetano. L’artista è considerato da alcune riviste specializzate uno dei più importanti nell’ambito dell’arte moderna d’ispirazione araba. Nel 2008 la televisione satellitare Abu Dabi degli Emirati Arabi, invia una troupe a Torino, città in cui Elvio vive, per allestire un lungo reportage sulla sua attività artistica, la puntata a lui dedicata, consegue un grande successo di pubblico in vari Paesi del Mondo. Nel Settembre 2010 è invitato alla biennale d’arte di New York . Artista generoso e poliedrico, Elvio Arancio, si muove con disinvoltura, fra la cultura arabo-islamica e quella occidentale, riecheggiandole l’una nell’altra, amalgamandole, contaminandole, con stile inconfondibile e inesauribile ispirazione. Somiglia all’andirivieni delle onde del Mediterraneo, che l’hanno portato dall’una all’altra delle sue vite.

Questo viaggio di Elvio nell’arte, che ad ogni sponda si sofferma a incontrare lo “spiritus loci” , per raccogliere il soffio vitale da insufflare nelle sue opere... Piastrelle come antichi tappeti di preghiera, piatti dai colori meravigliosi, segnati da geometrie sacrali, in cui la cultura islamica si manifesta nel suo fulgore, forme e colori plasmati in oggetti di uso quotidiano di intrinseca nobiltà...

Incantano le opere di Elvio, e parlano al cuore e allo spirito di mondi distanti ma non lontani, di bellezze sognate e al contempo reali, di cielo e terra, di mare e deserto in un tripudio di forme, di colori e di echi, di musica.

L’arte per Elvio Arancio rappresenta il lieto tentativo di esprimere bellezza, egli ritiene che ognuno, nelle proprie specificità, dovrebbe adempiere questo compito, poichè generare, edificare, esprimere bellezza significa amare.

Amare la Creazione e tutte le sue Creature.